San Gemolo
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La Badia

Dopo che venne consumato il martirio lo zio vescovo fece seppellire i resti del nipote Gemolo su di un piccolo colle dove, più tardi, lo stesso vescovo fece erigere una cappella dedicata probabilmente a San Michele patrono dei Longobardi e custode del cimiteri.

Successivamente questa cappella venne ridedicata a San Gemolo, che era ormai venerato come Santo dalla popolazione del luogo.

E' probabile che inizialmente la forma di aggregazione monacale fosse di tipo eremitico ma, nel 1095 si stabilirono lì tre importanti esponenti del clero milanese: Atto, Arderico e Ingizio che fondarono il monastero-ospizio di stampo benedettino.

Verso la metà del XII secolo l'abbazia di Ganna venne aggregata a quella di Fruttuaria assumendo così i connotati cluniacensi.

Con il termine badia si intende il complesso architettonico composto dalla chiesa, dal campanile, dal chiostro, dalla foresteria e dalle circostanti abitazioni dei monaci.

La chiesa è databile al 1100-1125; venne consacrata nel 1160 dal vescovo di Milano Uberto da Pirovano e, nel tempo, ha subito alcune modifiche come l'aggiunta delle cappelle laterali alla fine del '500 e il rifacimento dell'abside agli inizi del '600.

Il campanile, di stile romanico, è databile a circa 50 anni dopo la chiesa stessa: 1150-1175.

Il chiostro, insolito per la sua forma pentagonale, è stato edificato in due momenti successivi: dapprima i 3 lati di stile gotico con gli archi a sesto acuto, databili 1325-1350; quindi i due lati seicenteschi riconoscibili dagli archi a pieno sesto.

La foresteria, con chiostro gotico, è databile alla seconda metà del 1400 ed accoglie attualmente il salone parrochhiale.

Le abitazioni claustrali, poste verso la valle, sono frutto di opere successive tra il XII E XVI secolo.

Per la sua importante posizione lungo la via medioevale Regina del Ceneri l'abbazia assunse una rilevante importanza che la portò ad estendere i suoi possedimenti in Valcuvia, Valmarchirolo, Valceresio, Valtravaglia, Bellinzona, Viggiù, Mombello, Malnate.

Il primitivo monastero si estinse nel 1556 e tutti i suoi beni vennero trasferiti all'Ospedale Maggiore di Milano. Da allora la basilica divenne parrocchia ma il parroco conserva tutt'ora anche il titolo di Priore.

All'interno della Badia, sotto l'altare Maggiore sono custodite le reliquie di San Gemolo.

All'interno della chiesa meritano attenzione gli affreschi ben conservati. In particolare.

- La Madonna della Misericordia (1471-1484) posta in fondo alla navata di destra

- Il Cristo Re, frammento sopravvissuto nella navata destra all'opera completa del 1325-1350

- I Profeti, collocati sotto la'arco della prima campata di destra (1425-1450)

 

 

Immagini

Il Campanile della Badia

Il campanile della Badia visto dal chiostro posto sul lato sud della chiesa.

 

Chiostro lato nord

Uno scorcio del lato nord del chiostro, uno dei tre lati edificati nel 1300.

 

Chiostro lato est

Il lato est del chiostro, uno dei due datati 1600.