San Gemolo
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La Festa

La festività liturgica di San Gemolo è fissata il 4 febbraio. Un tempo il giorno successivo, il 5 febbraio, era dedicato alla celebrazione di Sant'Imerio, compagno di martirio di Gemolo. Attualmente la memoria di entrambi i santi ricorre il 4 di febbraio.

A Ganna la festa coincide, ovviamente, con la festa patronale che viene celebrata nella domenica più prossima. Il privilegio di Arnolfo III del 1095 cita espressamente la festa patronale di San Gemolo segno della radice antichissima del culto, una radice sorta quasi immediatamente dopo il martirio.

Al centro della celebrazione vi è la funzione religiosa che, per quel giorno, prevede una liturgia apposita, la lettura della 'passio' al posto della prima lettura, il canto dell'Inno a San Gemolo e la bruciatura del pallone di bambagia.

Quest'ultima usanza è una particolarità del Rito Ambrosiano quando si tratta di commemorare un martire e consiste nell'incendiare il 'faro', un globo di filo di ferro ricoperto di bambagia e decorato con croce, palma e corona, appeso all'ingresso del presbiterio.

L'azione viene accompagnata dalle parole del sacerdote 'sic transit gloria mundi' ed è segno della vita consumata dall’amore di Cristo nel momento del martirio

Solitamente, nel pomeriggio, viene anche proposto un ulteriore momento di riflessione e preghiera che si conclude con la semplice cerimonia del bacio delle reliquie.

Negli anni immediatamente successivi al 1941, dopo il ritorno in Ganna delle reliquie di San Gemolo, era invalsa l'abitudine di svolgere una processione per le vie del paese con le spoglie del Santo adagiate su di un carro. Dopo qualche anno questa abitudine venne interrotta e non più ripresa.

Se il resto della giornata è simile a quanto accade in moltissime parrocchie italiane, con giochi, intrattenimenti, spettacoli, concorsi, divertimenti popolari, a Ganna accade però qualcosa di insolito e particolare che merita un'osservazione.

Si tratta dell'abitudine di consumare il pasto del mezzogiorno in compagnia di qualcuno, si tratti di un parente, un amico, una persona sola.

Non vi sono particolari tradizioni da seguire o particolari piatti da cucinare, ma quel giorno a Ganna nessuno deve mangiare da solo. E' una bellissima e semplice testimonianza di come, in linea con la tradizione millenaria della Chiesa, il Santo costruisca la comunità attorno a lui anche a centinaia di anni dalla sua morte.

Per gustare meglio questa tradizione può essere utile uno dei racconti raccolti da Brazzale, quello di Rita Musetti.

"... Per esempio la signora ... ha sempre mangiato alla signora ... il giorno di San Gemolo. Anche famiglie che non sono di Ganna ma che hanno assimilato e fatto propria questa devozione colgono l'occasione della festa per ritrovarsi insieme (segue un lungo elenco di famiglie)."

 

 

 

 

 

 

Immagini

Badia di Ganna

Una panoramica della Badia di Ganna.

 

Badia di Ganna

La Badia di Ganna vista da altra angolazione.

 

Antico arazzo rappresentante San Gemolo che viene esposto sopra l'altare maggiore della chiesa durante la festa patronale (4 febbraio).