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La FonteNon lontano dalla cappella di San Gemolo si trova la fonte presso la quale si svolsero gli atti finali del martirio. E' raggiungibile sia dall'oratorio attraverso un breve sentiero che conduce alle pendici della Martica sia dalla Badia percorrendo un sentiero che si sovrappone al percorso dell'antica strada romana che solcava la valle. Come riportato nelle più antiche documentazioni la sorgente preesisteva agli episodi narrati e preesisteva a quella sgorgata nei pressi della cappella; è quindi una leggenda tardiva quella che vuole scaturita una fonte dal cadere a terra della testa mozzata di Gemolo. Prima della costruzione della cappella era questa fonte la meta privilegiata di processioni e devozione, proprio perchè situata sul luogo del martirio e arrossata, come dicono alcune narrazioni, dal sangue del martire. Il mescolarsi del sangue di Gemolo all'acqua della sorgente ha favorito il nascere di una ulteriore leggenda e di una conseguente pratica devozionale: i sassi rossi. La pressione dell'acqua infatti, durante il suo percorso sotterraneo, spinge continuamente alcuni frammenti di porfido (di cui la zona è ricca) all'interno della pozza formata dalla sorgente. Questi sassi, già di per sè rossi, assumono una tonalità ancor più viva e carmigna dal depositarsi sopra di essi di una microscopica alga rossa. La fantasia popolare ha voluto identificare questi sassi rossi come gocce del sangue di San Gemolo che scaturiscono per ricordare il suo martirio. La pratica è ormai abbandonata ma, un tempo, questi sassi venivano raccolti e considerati come delle reliquie. San Carlo, durante una sua visita pastorale, fu testimone di questa forma di devozione e volle lui stesso raccogliere alcuni di questi sassi rossi e portarli con sè. Per comprendere meglio la suggestiva atmosfera che si respira sul luogo del martirio di San Gemolo eccovi il video girato dall'amico Gianpaolo Galli.
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Immagini
La fonte di San Gemolo, collocata a poca distanza dalla Cappella. Nel 1963 è stato sistemato l'attuale bacino di raccolta ed edificata l'edicola.
Il bacino della fonte di San Gemolo con, in primo piano, un sasso rosso che la leggenda dice colorato dal sangue del santo. In realtà si tratta di porfido il cui colore naturale rosso è esaltato dal deposito di una microscopica alga anch'essa rossa. |