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Inni
E' d'uso, durante la celebrazione della festa patronale del 4 febbraio, cantare durante la liturgia l'inno a San Gemolo.
Se ne conoscono due versioni, quella attualmente utilizzata ed una precedente. |
Immagini

Affresco risalente alla fine del 1400 collocato nella prima campata della navata destra della Badia di Ganna

Un particolare dello stesso affresco.
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Versione attuale:
Dalle regioni nordiche
scendesti un dì lontano:
Roma t'attrasse mistica
col suo potere arcano
La nostra valle estatica
Ti vide qui passare:
le tombe degli apostoli
volevi venerare
Rit. O glorioso martire,
Gemolo Santo, nostro patrono
deh, prega per noi.
Troncato il capo intrepido
dall'odio insano e triste
col sangue tuo vermiglio
l'amor provasti a Cristo
Fiorirono i miracoli
sulla tua tomba santa
di dedicarti un Tempio
Valganna ancor si vanta
Rit.
Qui tu cadesti impavido
o martire della fede;
fa di noi tutti un popolo
che fermamente crede
Così preghiamo supplici
la voce a te rivolta
nell'ansie e nei periocoli
o Gemolo ci ascolta
Rit. |
Versione precedente:
Gloria a Gemolo martire santo
che oggi splende di luce novella
e d'onore votivo s'abbella
l'ara sua sorrise d'amor
Rit.
Forte Atleta, a te stretti sia gloria
e per Cristo soffrir sia vittoria
che ci unisca nel gaudio del ciel
Ei disceso da terra lontana
degli Eroi della Fede sul suolo
offre impavido al cielo nel duolo
della giovane vita il bel fior.
Rit.
Gloria, onor la sua chiesa risuona
e dall'ara risponde ogni core!
Benedetto il suo culto d'amore
che di luce corona il martir!
Rit.
Sii presente, o tu martire invitto,
e ci serba nei cuori la fede
e dell'alma che soffre e che crede
i martirii risolvi in gioir.
Rit.
Siam tuo gregge e le sacre tue sponde
dal tuo sangue irrogato, abbi care;
invocato da preci all'altare
sempre accorri in paterna bontà.
Rit.
Per te pace trionfi nei cuori,
Carità dove il duolo sospira,
dove l'odio e il furore delira
dov'è in bando celeste pietà
Rit. |